Danno immateriale da violazione del GDPR al Privacy Symposium 2024
- 10 Giugno 2024
- Ruggeri Compliance
Anche quest’anno la conferenza internazionale del Privacy Symposium è stata una bellissima occasione di confronto su temi di compliance, protezione dati personali, intelligenza artificiale.
L’Avv. Silvia Ruggeri ha dato il suo contributo nel panel “Riflessioni su danno e data protection” con il Circolo Giuristi Telematici .
Il suo intervento ha riguardato il danno immateriale da violazione GDPR e la sua risarcibilità alla luce delle recenti pronunce delle Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE sez. III, sentenza del 11 aprile 2024 C-741/2021; CGUE sez. III, sentenza del 14 dicembre 2023 C- 340/2021; CGUE sez. III, sentenza del 14 dicembre 2023 C- 456/2022; CGUE sez. III, sentenza del 21 dicembre 2023 C- 667/2021; CGUE sez. III, sentenza del 4 maggio 2023 C- 300/2021). La pronuncia del 4 maggio 2023, in particolare, ha segnato una discontinuità rispetto ad orientamenti consolidati della nostra Corte di Cassazione, affermando che la risarcibilità del danno immateriale da violazione del GDPR, non è vincolata a “livelli/soglie di gravità” del danno o “serietà e gravità dello stesso”.
L’interpretazione secondo la quale i danni immateriali sono risarcibili, indipendentemente da una soglia di gravità, rispecchia la nozione di danno di cui all’art. 82 (termine autonomo del diritto dell’Unione, da interpretare uniformemente negli Stati membri) ed il dato testuale della stessa norma, che non ne circoscrive la portata soltanto ai danni più gravi. Esclude, inoltre, la possibilità di applicazione, per il risarcimento, ai sensi dell’art. 82 GDPR, di normative nazionali degli Stati membri che subordinano, nel proprio ordinamento, la risarcibilità di un danno immateriale alla condizione di una grave lesione dei diritti tutelati.
Peraltro, la formulazione dell’art. 82 GDPR non risulta collegata ad un utilizzo abusivo di dati personali che si è già prodotto, alla data della richiesta di risarcimento, dunque non può escludersi l’ottenimento di un risarcimento sulla base di tale disposizione, per un danno immateriale costituito dal timore o dal turbamento dell’interessato che i suoi dati personali siano oggetto di un futuro utilizzo abusivo da parte di terzi non autorizzati che vi hanno avuto accesso, a causa della violazione del Regolamento che si è verificata.
Da rilevare che la Corte di Cassazione, nella propria ordinanza n. 13073 del 12.05.2023 si è allineata a quanto statuito dalla Corte di Giustizia.
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