Enti pubblici ed obblighi di segnalazione: Operazioni sospette antiriciclaggio Vs. Whisteblowing
- 8 Febbraio 2024
- Ruggeri Compliance
Con l’adozione del d.lgs. n. 24/2023 l’istituto del Whistleblowing è stato rinnovato profondamente. La regolamentazione unitaria introdotta in materia, che ha teso ad equiparare gli enti del settore pubblico e quelli del settore privato, mira a proteggere i soggetti che operano all’interno di un’organizzazione e che segnalano comportamenti illeciti di cui sono venuti a conoscenza nel contesto lavorativo, in modo da evitare possibili rischi di ritorsione nei loro confronti.
➡️ A tale scopo, come noto, la normativa esige l’istituzione di un canale informatico, protetto da misure di crittografia, la cui responsabilità di gestione, negli enti pubblici cui sia fatto obbligo di prevedere la figura del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), sia affidata proprio a quest’ultimo, fermo restando il possibile supporto degli autorizzati del proprio Ufficio o di esperti consulenti esterni.
Vi è un altro tipo di segnalazioni, tuttavia, che costituisce adempimento per le Pubbliche Amministrazioni e che può coinvolgere il ruolo e le competenze attribuite al RPCT: le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Secondo l’art. 6, D.M. 25 settembre 2015, infatti, gli Uffici della Pubblica Amministrazione adottano, in base alla propria autonomia organizzativa, procedure interne per la rilevazione di tali operazioni e la segnalazione tempestiva alla U.I.F. (Unità d’Informazione Finanziaria per l’Italia). Per questo, il personale e gli addetti degli Uffici delle PA che le rilevino devono trasmettere le informazioni acquisite a un soggetto appositamente incaricato dall’Ente con il ruolo di “Gestore” – che può coincidere proprio con il RPCT – e che ha il compito di valutarle e trasmetterle eventualmente alla U.I.F. mediante apposito portale informatico.
➡️ Gli adempimenti connessi all’implementazione delle due tipologie di segnalazioni, derivanti dalla normativa anticorruzione e dalla normativa antiriciclaggio, pur diversi sostanzialmente presentano numerosi tratti in comune, ed esigono, allo stesso modo, un rafforzamento delle misure preventive, di monitoraggio e di controllo interno degli Enti pubblici.
Riservando ad un prossimo post la comparazione tra misure anticorruzione e misure antiriciclaggio negli Enti Pubblici, nella slide qui sotto proponiamo uno schema sintetico dei principali adempimenti richiesti alle PA per definire un efficace Sistema di prevenzione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Hai bisogno di una consulenza dedicata?
Il nostro team è a disposizione per supportarti negli aggiornamenti.