Sono le criptovalute ad agevolare riciclaggio e truffe online?

L’Avv. Silvia Ruggeri, il 09.02.2024, ha partecipato ad un’interessante “Giornata delle professioni” a Grosseto nella quale, con illustri relatori dell’Ordine dei Commercialisti, dei Notai, della Guardia di finanza e del Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche, si è confrontata sul tema “Criptovalute, antiriciclaggio, truffe on line”.

➡️E’ stato approfondito l’argomento delle criptovalute con riguardo alla sua evoluzione storica, sottolineandone i molteplici aspetti d’interesse e le peculiarità del trattamento fiscale, e interrogandosi sui possibili impatti negativi dell’utilizzo della blockchain (anche ambientali) e la correlazione con la commissione di alcune tipologie di reati. E’ stata illustrata, in particolare, la metodologia applicata dalla Guardia di finanza – Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche – nelle indagini su potenziali frodi perpetrate con criptovalute e più in generale con cripto asset e le connessioni di queste con la commissione di reati.

Sulle “truffe on-line”, l’Avv. Silvia Ruggeri, nel suo intervento, ha approfondito, anzitutto, le differenze tra i reati di cui agli artt. 640 c.p. (Truffa), 640 ter c.p. (Frode informatica), delineandone i tratti costitutivi con esempi realmente verificatisi, anche nella forma aggravata. Evidenziando, in particolare, le difficoltà interpretative ed applicative che negli anni la giurisprudenza ha riscontrato nel differenziare, nei casi concreti, i due illeciti penali citati. Uno sguardo attento è stato dedicato anche agli aspetti psicologici di truffe e frodi informatiche a mezzo web. I soggetti attivi dei predetti reati, infatti, spesso trovano l’ignaro supporto da parte delle vittime, che diffondono sui social, in modo più o meno consapevole, dati personali utili a ricostruire le loro abitudini e preferenze, e talvolta a consentire che i truffatori possano creare artatamente con loro rapporti di fiducia, che agevolano la commissione degli stessi reati.

A nostro parere, non si può pienamente affermare che le ipotesi di riciclaggio, truffa o frode informatica a mezzo web siano sempre collegati o agevolati dal mezzo di scambio utilizzato (criptovaluta), essendo gli stessi influenzati da molteplici fattori umani e tecnologici. Quel che è noto, dall’ultimo resoconto della Polizia Postale e delle Comunicazioni, è che vi sono maggiori difficoltà operative nel ricostruire e tracciare le transazioni in caso di utilizzo di criptovalute e che, nel corso di questi ultimi anni, vi è stata un’oggettiva crescita del livello qualitativo dei contesti criminali impegnati nel financial cybercrime. Sempre più sentita, inoltre, è l’esigenza di una diffusa cultura sui temi della sicurezza e dell’educazione informatica, che, insieme al continuo impegno ed alla collaborazione di tutti gli operatori in campo e delle Forze di Polizia specializzate, rappresenta l’elemento cardine nella mitigazione del rischio di truffe e frodi a mezzo del web.

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